Figli che non ascoltano: sviluppare disciplina senza creare muri

Molte persone mi chiedono: “Come faccio con i miei figli che non ascoltano??? Spesso perdo la pazienza quando mi stanco di dire 20.000 volte la stessa cosa, quando mi rendo conto che le regole della nostra famiglia non vengono rispettate.

So benissimo che quando ci troviamo in queste situazioni inesorabilmente parte il nostro spietato dialogo interno:

“Ma che genitore sei che non ti fai rispettare?”
“Non vali nulla”
“Non ti rispetta”
“Non gli importa nulla di te”
“Se continua così da più grande come lo gestirò”
“Finirà nei guai quando cresce”
“Diventerà una persona irresponsabile”
“E’ già nella via della perdizione..”
“Hanno ragione quando dicono che con i tuoi metodi sei inefficace”
……

Bastano un po’ di questi commenti perché in pochi secondi il cuore cominci a batterci forte, i  muscoli a tendersi e un gran caldo ci salga alla testa. Pochi attimi e siamo fuori controllo. Quando siamo in questo stato di allagamento emotivo non siamo pronti per gestire in modo costruttivo il comportamento sbagliato di nostro figlio.

La piccola Livia

Sara è al parco con sua figlia Livia di 4 anni, ad un certo punto quest’ultima inizia a litigare con un’amichetta per un gioco che non vuol condividere. In quel momento Livia è travolta dalla sua emotività che non sa gestire; nel vedere la scena a Sara sale una gran rabbia perché per lei la condivisione è un valore importante, le dispiace che a quanto pare non sia così per Livia e poi…. ci sono anche le altre mamme che la stanno guardando con aria giudicante. In quel momento anche Sara ha da gestire anche la sua emotività.

Il punto è: quando Sara si avvicinerà a Livia per capire che cosa sta succedendo, saprà mettere da parte il suo problema e ascoltarla? oppure si avvicinerà con la sua rabbia? Scegliere come gestire la situazione farà la differenza sulla qualità e l’efficacia del suo intervento.

Sono pronto?

Come ti ho detto nell’articolo Genitori e Figli Felici, Utopia o realtà?, il primo livello su cui dobbiamo lavorare quando c’è un problema da gestire è quello che ha a che fare con il nostro vissuto.

In casi come questi, in cui ci troviamo in uno stato mentale reattivo, la cosa migliore se non riusciamo velocemente a calmarci e centrarci è rimandare la conversazione. Non possiamo pensare di essere efficaci insegnanti se non siamo tranquilli e padroni di noi stessi. Se siamo troppo arrabbiati o nervosi per mantenere il controllo, rischiamo di essere inefficaci rispetto ai nostri obiettivi che dovrebbero essere di insegnamento e creazione di sintonia.

In questi casi è utile dirsi: “Sono troppo arrabbiato per avere una conversazione costruttiva ora. Mi prenderò un po’ di tempo per calmarmi e poi potremo parlarne.” Quando sappiamo come gestire la nostra emotività ci bastano pochissimi minuti per essere pronti a governare la situazione.

Quando ti ritroverai in una situazione in cui i tuoi figli non ascoltano, questa accortezza ti aiuterà ad avvicinarti a loro nelle condizioni migliori per svolgere efficacemente il tuo ruolo educativo evitando di costruire un inutile muro tra di voi. Dopo vengono le strategie e gli strumenti per comunicare efficacemente con i figli.

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